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Per una biografia di padre
Francesco Maria Margotta (1699 - 1764)

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Tuttavia il giovane, di carattere schivo e riservato, preferì non partecipare alle feste, e non è improbabile che già allora meditasse di abbracciare la vita consacrata.

Ritornato in casa e abbandonata la carriera forense per sovvenire alle necessità familiari, Francesco fu nominato consultore della terra di Calitri “ed esercitò tale officio da nove anni in circa (…); ma fra questi nove anni non faceva altro che pacificare le discordie ed aiutare li pupilli e le vedove, e tutto lo faceva per carità(8)”. La madre e lo zio confidavano su di lui per curare il patrimonio della famiglia, per cui fu loro costante preoccupazione, fin dall'inizio, trovargli un lavoro adeguato al suo rango e una moglie “per perpetuare la casa; tanto più ch'era unico, facoltoso e per le sue rare qualità veniva da molte bramato per isposo(9)”. Tuttavia il giovane non mostrava alcun desiderio di ammogliarsi e cercava piuttosto di evitare le occasioni, anche se in modo cauto e discreto, per non amareggiare i familiari:

Belle e vantaggiose occasioni gli erano presentate. Fra le altre lo zio gli fece cadere sotto gli occhi quella di una parente dell’arciprete Cappuccio di Cedogna [Lacedonia], e dopo qualche tempo il povero Francesco fu costretto dallo zio di andare insieme con molti galantuomini a conoscere di soppiatto la sposa. Vi andò e giunto sotto la finestra, ove per caso era la signora, per non guardarla e deludere lo zio, finse di cadere, e passò innanzi(10).

Grazie ai buoni uffici dello zio, il principe Imperiali lo nominò governatore di Andretta, ma il giovane esercitò il suo nuovo incarico badando più alla pietà verso i poveri che agli interessi del principe, procurandosi in questo modo molte inimicizie; e se i critici più benevoli si limitavano a considerare che “quest’anno abbiamo un cappuccino per governatore(11)”, qualcun altro gli fece osservare senza troppi complimenti che il principe voleva essere soddisfatto “non con rosari, ma con doble e zecchini”. Più volte per aiutare i poveri non esitò a offrire denaro di tasca sua e così, “vedendo il zio che non solo non lucrava e che rifonder dovevaci il mantenimento, lo richiamò in casa(12)”.

Nel frattempo il giovane aveva conosciuto e scelto come suo direttore spirituale un santo sacerdote di Bisaccia, don Gaetano Giuliani, e, avendo deciso di prendere gli ordini sacri,

non volle mai dare consenso ad accasarsi; tanto che la madre sempre sparlava contro il P. D. Gaetano e diceva che per l'amor del figlio non era passata alle seconde nozze ed aveva perso la sua gioventù, lo trattava con una mala ciera e sempre sdegnosa contro suo figlio e non si poteva contenere(13).

 
   
     
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