I registri parrocchiali antichi
della chiesa di San Canio
(pagina 2/7)
I registri dei battezzati
Nei libri dei battezzati la prima cosa che colpisce sono i nomi antichi, e in particolare quelli del Cinquecento, molto diversi dagli attuali. Alcuni risentono dell’eredità classica del Rinascimento, come Pompeo, Lucrezia, Martia, Camilla, Venetia, Ottavio, Ausonia, Beatrice, Olimpia, Aurelia, Troiano, Ascanio, Clementia, Justiniana, Aquilina, Julia, Diana; altri nomi, allora comuni, oggi sono quasi del tutto scomparsi, come Drusiana, Letitia, Perna, Carmosina, Mausiana, Sollenna, Ricciarda, Sveva, Todesca. Tuttavia in maggior parte compaiono nomi simili a quelli di oggi, che i parroci trascrissero così come erano abituati a pronunciarli, cercando a volte di italianizzare il dialetto calitrano; così si possono leggere tra gli altri Col’Antonio, ColaDonato, Frangisco, Catherina, Giulio, Bernardino, Margarita, Joseppo, Faustina, Giovanne, Linardo, Jacobo, Cola, Rosa, Horatio, Donato, Honofria, Dominico Joseppo, Marino, Loisi, Jo(vanne) Batt(ist)a, Lucio, Vito Joseppo, Angelella, Lorenzo, Salvatore, Jannuzzo, Pietro, Laura, Andrea Cola, Bartolomeo Geronimo, Minico Maffeo, Alfonso, Foleppa, Matalena, Stefano, Rocco, Sebastiano, Blasi, Agostina, Meneca, Petrozza, Tomasi, Guglielmo(3). Il nome Canio compare per la prima volta nel registro dei battezzati nel 1572(4), il che fa pensare, come già aveva osservato Gerardo Cioffari, che il patronato di San Canio in Calitri sia più recente di quanto una volta si pensasse(5).
Il nome più curioso si legge alla data 27 febbraio 1633, quando Leonardo Balascio e sua moglie Virginia impongono al figlio appena nato il nome di “Giovanni Francesco Gaspar Baldassar Melchior”, in forza di chissà quale particolare devozione verso i Re Magi. A volte, per identificare le persone, i parroci ne riportano i soprannomi, alcuni dei quali simili a quelli odierni, come “de Bellino” (che compare nel 1621), “Pauletto” (nel 1633), “Capoianco” (registrato nell’anno 1646) e “Zocastro” (nell’anno 1651).
In una pagina bianca del registro più antico un’annotazione postuma riporta le fedi di nascita di due illustri calitrani, il principe di Venosa Fabrizio Gesualdo, nato il 30 ottobre 1538, e suo fratello Alfonso, nato il 20 ottobre 1540, “che fu cardinale in tempo di Pio IV nel anno 1561(6)”. È possibile che il parroco Zampaglione avesse annotato la notizia sul proprio libro dei battezzati essendo andato distrutto, o non essendo mai esistito, il registro degli anni precedenti.
I registri dei defunti
Don Rodolfo de Aloisi, parroco di Calitri dal 1612 al 1648, era originario di Teora; suo fratello era Matteo de Aloisi, un giurista che, come ricorda la Cronista Conzana, aveva sposato in Calitri “una signora di casa Cioglia(7)”. Oltre a reggere la parrocchia per un cospicuo numero di anni, don Rodolfo aveva la vocazione del cronista e nei suoi registri annotò tutti gli avvenimenti che in quegli anni colpirono la sua attenzione.