La Congregazione del SS. Redentore
a Calitri
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Nella casa di Materdomini visse e morì, consumato dalle privazioni, San Gerardo Maiella (1726-1755), il giovane fratello coadiutore che acquistò fama di grande taumaturgo in tutto il Regno e che compì alcuni miracoli anche in Calitri. Canonizzato nel 1904, a lui è stato intitolato l'attuale santuario di Materdomini.
Nel 1762 Alfonso de Liguori fu nominato vescovo di Sant'Agata dei Goti, ma dopo tredici anni di episcopato rinunciò alla carica e si ritirò in Pagani, da dove continuò a dirigere la sua congregazione fino alla morte, avvenuta il 1 agosto 1787, a 91 anni di età. Fu canonizzato nel 1839 e nel 1871 Pio IX lo annoverò tra i Dottori della Chiesa(8).
Uomo versatile e dai molteplici interessi, dilettante di disegno e di architettura, Sant'Alfonso fu poeta e musicista di buon livello. A lui si devono alcune tra le più popolari canzoni sacre, che si diffusero subito in tutto il Regno di Napoli, grazie alla capacità del santo di rivolgersi agli strati più umili della popolazione con un linguaggio semplice e accattivante. Tra le sue canzoni più famose vanno ricordate Tu scendi dalle stelle, Salve del Ciel Regina e Gesù mio con dure funi, quest'ultima tuttora cantata a Calitri dai confratelli dell'Immacolata durante la processione del Venerdì Santo.
A proposito delle canzoni di Sant'Alfonso vale la pena di riportare un brano di uno storico della congregazione redentorista, p. Capone, il quale, in una lettera indirizzata a un musicologo impegnato a ricostruire le melodie autentiche del santo, scriveva:
Le canzoncine alfonsiane sono belle se cantate dal popolo […] purtroppo si è lasciata perdere la tradizione. Chissà se in qualche luogo recondito della Basilicata o Irpinia, dove non è ancora arrivata la civiltà moderna, ci sono ancora vecchie dai 60 anni in su che ricordano qualche cosa. Ma i cinque o sei padri (che ormai stanno con le valigie in mano per l'estremo volo sottoterra), dovrebbero avere qualche copia (…) . Io ne avevo fatto una copia, non so a chi la regalai negli anni Quaranta: p. Toglia, Di Chio Leonardo o qualche altro. Vedi se riesci a pescare. Non lasciare l'iniziativa. Ma pensa che S. Alfonso canta pregando e prega cantando e tutto fa amando col popolo(9).
Il p. Toglia citato nel brano è il calitrano Vincenzo Toglia CSSR (1903-1983).
I Redentoristicalitrani.
I rapporti tra Calitri e i Missionari alfonsiani furono stretti fin dall'inizio e questo spiega la grande influenza che Sant'Alfonso ebbe sulla spiritualità e sulla cultura religosa dei calitrani; numerosi giovani aderirono alla congregazione redentorista, e alcuni di loro ebbero un ruolo importante nella gerarchia dell'istituto. Nei repertori biografici della congregazione compaiono tredici religiosi nati in Calitri(10). Prima del 1841, oltre a p. Francesco Maria Margotta (1699-1764), di cui si parlerà a parte, si ritrovano i seguenti nomi:
Vito Polestra; nacque il 7 settembre 1730 e fu ammesso al noviziato il 2 febbraio 1750; professò il 2 febbraio 1751 a Ciorani; morì il 15 febbaio 1788 a Deliceto.