Topografia e toponimi
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Castiglione
Esistevano due Castiglione: uno nelle vicinanze di Morra, chiamato infatti "Castiglione de Murra", l'altro nei pressi dell'Ofanto, tra Calitri e Ruvo, chiamato "Castiglione della contessa" ("Castello de comitissa"). In antico doveva essere un luogo importante sia dal punto di vista economico sia da quello militare; nel Catalogus Baronum del 1142 Castiglione è valutato 8 militi, contro i 20 di Conza, i 6 di Calitri e Cairano, i 3 di Montella e Pescopagano(5).
Una pergamena datata 22 ottobre 1275 attesta che il feudo di "Castellionum" apparteneva a un figlio (forse Gian Galeotto) del quondam Galeotto di Fleury, signore di Calitri, mentre un documento del 1295 parla di una lite tra Gian Galeotto di Fleury e i cittadini di Rapone, che rivendicavano il diritto di raccogliere legna nei territori del Cerrutolo e di Castiglione(6).
Castiglione fu distrutto nel 1350 durante l'invasione degli Ungari di Luigi d'Angiò, venuto nel regno di Napoli per vendicare la morte del fratello Andrea, marito della regina Giovanna I.
Le carte di inizio Cinquecento parlano del "feudum Castiglioni exhabitatum", con uno "castiello disfatto(7)", mentre la secentesca Cronica Conzana cita brevemente Castiglione e i suoi antichi casali, dei quali restavano solo "alcuni vestigi(8)".
Vito Acocella ricorda "le molte rovine (...) nascoste tra folti rovi", dove, meno di un secolo fa, era ancora possibile distinguere "la piazzetta, il carcere, le piante di alcune abitazioni, dei sotterranei e, in vetta a una rupe, i resti del castello(9)", oltre ai ruderi di una piccola cappella intitolata alla Madonna delle Grazie e a San Zaccaria. In Età Moderna gli agrimensori incaricati di misurare il territorio, per due terzi boscoso e per un terzo coltivato, stabilirono per Castiglione i seguenti confini, confermati anche dalla commissione feudale nel 1809: "il vallone di Rifezza, S. Maria in Elice, Carbonara, Pesco di Rago, Monticchio, e Ruvo, mediante il fiume Ofanto(10)".
A Castiglione esisteva la "taverna del passo", già citata in una carta del 1494 ("Una taverna sita a la fiumara dove se dice a lo passo(11)") e della quale resta una breve descrizione nel catasto del 1753:
La camera marchesale possiede una taverna di fabrica in più membri detta volgarmente del passo di Castiglione di Calitri, in cui esigge da ogni passeggiero con some, ed altri animali il dazio, o diritto, secondo la tassa posta nell'epitaffio intagliato in marmo che sta avanti detta taverna(12).