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Da Atella ad Acerenza
Il viaggio di San Canio

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La storia della traslazione, avvenuta negli anni della riforma della chiesa, uscita trionfante dalla lotta per le investiture, e della venuta dei Normanni nel Mezzogiorno d'Italia, permette di fare alcune riflessioni sull'origine della devozione per San Canio in Calitri. La vicenda si svolge tra la Campania e la Basilicata durante la prima fase della conquista normanna e coinvolge due potenti monasteri benedettini, quello di San Lorenzo in Aversa e quello della Santissima Trinità di Venosa, mentre sullo sfondo agiscono altre fondazioni benedettine come l'abbazia di Montecassino e, alcuni decenni più tardi, le badie di Santa Maria in Elce e Santa Maria dei Santi.

Con la discesa nell'Italia meridionale dei Normanni, che nel 1041 sconfissero presso Melfi i Bizantini, alcune piccole città di fondazione longobarda, come Aversae Melfi, furono ricostruite dai nuovi venuti e divennero centri importanti della dinastia normanna degli Altavilla. In particolare Aversa nel 1053 subentrò come sede episcopale alla decaduta cittadina di Atella, e negli stessi anni l'antica chiesa benedettina della Santissima Trinità di Venosa fu donata dal papa al principe normanno Roberto il Guiscardo, che arricchì l'abbazia di Venosa con ripetute donazioni e stabilì che nella chiesa della Santissima Trinità fossero collocate le tombe dei primi duchi normanni; alla sua morte, anche il Guiscardo fu sepolto nella chiesa benedettina, che divenne il Pantheon della casata degli Altavilla(4).

Mentre i Normanni stabilivano il loro dominio politico e militare sulla Campania e sulla Lucania, i Benedettini del monastero di Montecassino, sotto la guida del potente abate Desiderio, amico del papa e ben visto sia dai Bizantini che dai Normanni, ricostruivano e ampliavano la loro abbazia (1063-1071) e affermavano il loro primato culturale e artistico sull'Italia meridionale. Nel clima di saldatura dell'alleanza tra Normanni e papato, favorita dalle fondazioni benedettine e sancita, durante il sinodo indetto dal papa Nicola II a Melfi, dalle numerose concessioni fatte dal pontefice al Guiscardo, molti religiosi di origine normanna furono elevati alla dignità vescovile o divennero abati di importanti abbazie. Uno di questi religiosi era il benedettino Arnaldo, abate del monastero di Cluny, che fu uno dei più attivi promotori della riforma della chiesa e portò a termine numerosi incarichi diplomatici per conto dei papi Gregorio VII e Nicola II. Nel 1067 Arnaldo fu nominato arcivescovo di Acerenza e nel 1080 la sua diocesi fu elevata a sede metropolitana.

 
   
     
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