Itinerari Etno Agr

L’Agricoltura – L’agricoltura ha costituito, nei secoli, la principale fonte di sostentamento per la popolazione calitrana Tutta la terra, fino all’ultima zolla, veniva utilizzata perché potesse produrre quanto era utile al loro bisogno: grano, fieno, ortaggi, legumi, frutta, legna, ecc…. 
La mezzadria era il contratto più diffuso, prevedeva delle percentuali sulla produzione e un affitto sugli immobili da versare al proprietario. In altri casi il contadino era affittuario del fondo e si tratteneva l’intera produzione. I braccianti .prestavano .le .loro opere nei periodi della raccolta e della semina. 
Alle tre di mattina la campana della chiesa di San Bernardino suonava “ù fratocchj” svegliando i contadini che dovevano recarsi molto presto al lavoro nei campi. 
Alcuni di essi, d’estate, passando davanti alla chiesa, s’incamminavano per il sentiero della Cupa che conduce al vallone di Cortino e giungevano alle loro destinazioni all’alba, prima dello spuntar del sole. Legavano gli asini ad un albero, aver arrotavano le falci e infilato i salvadita rudimentali, ..ricavati ..da ..pezzi .di .canna, iniziavano la mietitura del grano. ll grano veniva riunito in covoni e poi in casazz’ pronti per la trebbiatura. La trebbiatura avveniva utilizzando il tribolo (tuf’), grossa pietra legata ad una catena, che veniva trascinato da una coppia di buoi o di asini sui mannelli di cereali, ne frantumava le spighe e liberava il seme. Successivamente il seme veniva ventilato e cernito per separarlo dalla paglia e da altre impurità.
Gli attrezzi agricoli utilizzati erano rudimentali, ma allo stesso tempo, efficaci: aratri in legno, zappe, falci, forche, ecc…
L’aratro prima in legno e poi in ferro veniva usato per tracciare solchi, per dissodare terreni serviva per preparare il terreno per la semina. Esso era tirato da coppie di buoi aggiogati (giogo), o da muli o da asini.
La semina era fatta a mano ( a spaglio) da persone esperte, che camminando con passo uniforme e con gesto sempre uguale, lanciavano il seme che veniva ricoperto passando sul terreno con l’erpice o con l’aratro.